giovedì 14 gennaio 2010

Accidia


Rita ha occhi grandi e labbra carnose che incorniciano una dentatura splendida splendente frutto di anni di cure dentistiche e torture inflitte da apparecchi fissi. La carnagione ambrata che la fa sembrare sana anche con la febbre, le gambe grosse tenute a bada da una dieta rigorosa e opportunamente valorizzate da tacchi vertigionosi qualunque cosa indossi. Poco seno, ma la leggera lordosi le spinge le chiappe all'esterno quel tanto da conferirle l'aspetto di una brasiliana attraente, meno di altre, ma non male. Quando parla ride, e alza la voce, e tutti a dire che è solare e dove entra lei è bandita la noia. Frequenta col marito da anni, da sempre, sempre le stesse facce di numerosi parenti diretti e acquisiti che col tempo hanno figliato, divorziato, riconvolato a nozze e rifigliato, a cui si aggiungono i fedelissimi compagni d'infanzia del quartiere e le loro famiglie, allargate o ristrette a seconda dei casi. Rita non sta mai sola, con se stessa, col marito, coi figli. È coperta sempre, nel corso serale di latino-americano con la cugina e il suo nuovo compagno, nei giovedì femminili mentre i guerrieri di casa imitano il calcio su fazzoletti di campetto, nelle lezioni di artistica della figlia Martina, quando a turno con le cognate accompagnano le ragazzine, nel karate di Daddo, che "quello mena de brutto e c'ha talento". I pranzi della domenica dalla suocera o dalla mamma, le partite di champions che le donne giocano a burraco, dove andiamo in vacanza, a Natale regali solo ai bambini, il macellaio sotto Fiorenza è il meglio...
Di sogni Rita ne ha avuti tanti e tanti si sono realizzati, la sua famiglia la rende fiera, il negozio di Massimo vende bene, il posto fisso con la spinta le garantisce una solida pensione, casa è quasi pagata. Peccato solo per Cinecittà... quante file da ragazza "pe fa' a figurante" e quante comparsate che promettevano bene! Ma la famiglia chiama famiglia e dopo 13 anni di amore nato sui banchi di scuola era arrivato il momento di qualgliare mica di "annà pe sogni".
Nessun pentimento però, lei lo sa che con l'applicazione ci sarebbe arrivata a fare l'attrice, "che quelle che si vedono che c'hanno de diverso".
Di contro non esiste mezzo di ripresa domestico o professionale nel suo campo d'azione che lei non fiuti e verso il quale non si precipiti con la frenesia dell'esserci, ogni volta che si presenta l'occasione.
E infatti martedì mattina, all'uscita della metro, in ritardo sul lavoro e acchittata che manco Alexis di Dinasty, si piazza col suo poco petto in fuori davanti a operatore e giornalista dell'Italia che Siamo, e alla domanda sui peccati capitali risponde stentorea: "Mi riconosco nella lussuria e nella gola, certo. Ma se mi fanno incavolare so essere accidiosa come poche!"

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